Partigiani


Agli alberi impiccavano i partigiani

Chi erano i partigiani?

...Io invece per il tempo della guerra, non ho ricordi di bombardamenti, perché al mio paese non hanno bombardato, però ho vissuto tutta la guerra partigiana. Comunque dopo l’8 settembre del ‘43, quando Badoglio fece l’armistizio, tanti si sono staccati dall’esercito regolare e si sono uniti, diciamo, quasi alla mafia, perché hanno dovuto nascondersi. Noi, quel che dicevo prima, che eravamo in montagna che lavoravamo, vivevamo con delle baracche, delle baite fatte da noi, e così, loro passando di lì, perché scappavano dall’Austria e uscivano da quella parte, venivano, cercavano di buttare via la divisa militare, noi gli si dava quel po’ di vestiti che avevamo, loro si cambiavano e poi si andavano a nascondere nei boschi si aggregavano a quegli altri gruppi poi si mettevano assieme e facevano la vita così di nascosto o sulle valli o si facevano una baracca in montagna e vivevano così. Di sera o di notte andavano ad assaltare, per esempio, le caserme fasciste, perché allora piano piano si armavano e andavano ad assaltare le caserme fasciste proprio per avere gli armamenti, fin quando poi è arrivato un colonnello inglese a governare tutta la lotta partigiana dell’altopiano di Asiago, l’hanno paracadutato nelle nostre zone, e lì ha diretto tutta l’operazione della liberazione del 25 aprile. Ed era stato governato proprio da questo ingegnere tedesco, però ci son stati molti morti, perché sia la prima guerra mondiale sia la seconda guerra è finita dalle nostre parti.


Disegno che rappresenta l’impiccagione di alcuni partigiani di Settimo T.se come rappresaglia

Italiani contro italiani

Sugli alberi c’erano i ragazzi impiccati, giovani, 18-20 anni, dei ragazzini, perché dicevano erano partigiani, allora c’era ancora la dittatura fascista, diciamo così, dei tedeschi, perché c’era l’armistizio, dal ‘43 al ‘45, come diceva la signora, c’era la guerra fratricida, più che una guerra, era fra fratelli, perché erano italiani con italiani, allora noi ragazzini, alle volte passavamo per le strade e vedevamo, “Oh è un partigiano!” Ragazzi lì per le strade impiccati, morti nelle aiuole, così, ma ragazzi giovani. Finita la guerra, finito il ‘45, altri “Oh erano fascisti!” Le vendette. Di nuovo sempre la stessa scena, sempre ragazzi giovani o donne o bambini, anche bambini, perché dicevano “E’ figlio di un partigiano, figlio di un fascista!”


Quelle cose orribili che... a un bambino di otto, nove anni, figlio di quello, lì non è guerra, non era la guerra, che portaordini, vedevi ‘sti bambini, ‘ste ragazze lì così, impiccati agli alberi, come dicevo, nella strada, così, messi così in balia di se stessi come un pezzo di rottame per terra, un essere umano, quello è la guerra, quelle non sono bombe, quelle son guerre fratricide, fra fratelli, fra italiani, cose orribili che non dovrebbero mai, mai, mai... E appena successo questo, appena finita la guerra, appunto, c’era questa discriminazione fra partigiani e repubblicani, tu sei partigiano allora ti ammazzo, il partigiano uccideva il repubblicano perché insomma due... il repubblicano era fascista era fascista sì, repubblichino.

...ho conosciuto Guerrino Nicoli...

Ecco io ho conosciuto Guerrino Nicoli, cioè conosciuto più per nome che di persona, perché lui era già un ragazzino di 17-18 anni, era un po’ vivace qua e là, si è infilato tra i partigiani e comunque sia gli hanno fatto la spia, l’hanno preso e l’hanno portato in via Cernaia, che allora in via Cernaia c’era la caserma dove torturavano e poi c’erano delle camere, e proprio lì che hanno impiccato tutti quei ragazzi, li torturavano e poi c’erano gli alberi che ci sono ancora adesso, li torturavano: toglievano gli occhi, toglievano le unghie, toglievano la lingua e questo Nicoli appunto gli han tolto la lingua, gli occhi, le unghie, insomma l’hanno torturato e poi è morto. E poi li impiccavano. La caserma Cernaia era famosa per questo.

C’è la caserma in via Cernaia, poi c’è corso Vinzaglio, c’è pieno di alberi, ogni albero appendevano un partigiano, dopo che dovevano fare una vendetta e lo uccidevano, ogni albero, tutti lì appesi, lì passavi, un bel vedere. Non si poteva più uscire, non potevano più uscire i nostri genitori, perché come tu uscivi, o per terra o tra gli alberi vedevi solo e sempre delle persone uccise.

Dicevo che quando si aspettavano che ci fosse un partigiano in quella zona, in un mucchio di case così, arrivavano e bruciavano tutto, anche se non c’era, perché prima cercavano il partigiano e se lo trovavano e se non lo trovavano bruciavano tutto. Tutti dovevano scappare! ...

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