nonna Teresa staffetta partigiana "LAMPO"

BOZZA DI INTERVISTA AD UNA PARTIGIANA a cura di Miriam

  1. Perché e come mai è diventata una Partigiana?

  2. Erano molte le ragazze che facevano questa scelta?

  3. Quali erano le sue emozioni?

  4. Aveva paura?

  5. In quale organizzazione Partigiana è stata?

  6. E mai stata catturata dai nazi-fascisti?

  7. Ha mai usato le armi o ha mai ucciso qualcuno?

  8. Quali erano i suoi compiti da Partigiana e in quale zona operava?

Oggi siamo andati nel teatro della scuola  Rodari, per intervistare una signora che è stata una partigiana, per sapere di più sulla seconda guerra mondiale.

Per me è stata un'esperienza bellissima,io pensavo due cose:

1  pensavo che non avrebbe avuto voglia di approfondire tutti i discorsi;  2  pensavo che le scappasse qualche lacrima.  Se io dovessi raccontare delle mie “BRUTTE” esperienze, qualche lacrima mi scapperebbe!!

E' una persona stupenda, memoria stupenda, insomma questi ricordi non li potrà mai dimenticare perché li ha vissuti!!

IL RACCONTO: “Durante la 2° guerra mondiale io ero molto piccola e frequentavo ancora le scuole elementari.

A quattordici anni sono diventata una partigiana e visto che ero bassina, andavo a fornire i vestiti ai miei fratelli partigiani: perchè andavo io?

Visto che andavo a scuola, usavo la cartella per fornire la roba ai partigiani nelle montagne, perchè i tedeschi non guardavano le cartelle dei ragazzi. Io avevo due borsoni: in uno mettevo i vestiti e nell'altro i libri e sotto una pistola carica della quale ne avrei fatto uso solo in caso di pericolo. Il mio compito da partigiana era la staffetta della brigata Patria e visto che ero molto veloce, ero soprannominata LAMPO. Il mio compito era di fornire le informazioni ai vari gruppi di partigiani.

Quei tempi erano duri: fame, povertà economica erano i principali problemi dell'epoca. Alcuni venditori approfittavano della situazione per ingannare facendo pagare il pane,al posto di 2£, 4£ e si arricchivano sempre più.

A scuola bisognava avere un certo ordine:grembiule, calze, gonnellina, camicetta e cravattino(femmine); calzettoni, pantaloncini, camicione (maschi) e guai a chi parlava, altrimenti... .frasi da scrivere per castigo.

Mi avevano dato un tesserino di riconoscimento a cui sono molto affezionata:sono molto contenta che io e la mia famiglia siamo riusciti a non farci imprigionare o uccidere; ora si che posso dire quanto sia bella la vita....” racconta Nonna Teresa.

Ci ha fatto capire molte cose e ci ha detto che la obbligavano a salutare il duce e il re, poi a scuola doveva indossare il grembiule e se non lo metteva la sgridavano. A chi non partecipava alla sfilata e non mandava alle riunioni gli davano da bere l'olio di ricino che faceva venire mal di pancia e faceva andare sempre in bagno.

E' stata partigiana a 14-15 anni ed anche i suoi fratelli erano stati partigiani.

Un giorno, ha raccontato Nonna Teresa ( partigiana ), un repubblicano è entrato nella sua casa e ha chiesto dove erano i suoi altri fratelli, la mamma non ha parlato. Allora il repubblicano le ha portate in cortile e ha detto che se non glielo diceva le avrebbe ammazzate.

Ho capito da quello che ha detto nonna Teresa che la guerra è brutta, è, terribile e porta solo morte e distruzione.

 

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