Nato nel contesto del corso di Digital Media Design dell'Universität der Künste di Berlino, 'genoTyp' è un progetto che spiazza l'utente sotto vari aspetti. Concettualmente il progetto indaga una ramo della scienza molto discusso e spesso condannato dall'opinione pubblica: la genetica e la sua manipolazione. Lo fa associando ad un approccio primitivo un contesto imprevedibile, ma molto funzionale all'obiettivo. Nella pratica risulta essere un divertente esperimento di creatività, concepito per essere giocato e rigiocato data la varietà di risultati ai quali si può arrivare.
'genoTyp' è un laboratorio di ibridazione di font di scrittura, che possono essere trasformati e deformati secondo i principi della genetica di Mendel. Il progetto, completamente sviluppato in Flash, si divide in due macroaree interattive, accompagnate da schermate più propriamente informative quali una pagina introduttiva, una pagina di aiuto e un glossario dei termini utilizzati. La prima sezione è chiamata 'Breed' e ospita il laboratorio di ibridazione, in cui si fanno accoppiare i font originali e dove si ottengono le varie generazioni di ibridi, che a loro volta potranno essere accoppiate ed associate l'una all'altra o nuovamente con i font originali. Possiamo decidere quali caratteristiche dei font variare e controllare (grazie, contrasto e convergenza...), cosa rendere dominante o recessivo e quale tra le generazioni successive di font si presti meglio al nostro obiettivo genetico. La seconda area è il laboratorio genetico, luogo deputato alla manipolazione dei singoli geni appartenenti ai font, rappresentati all'interno di una pratica interfaccia grafica di base cartesiana. Il font viene rappresentato con curve e punti in un grafico con ascisse variabili e ordinate fisse; alla manipolazione del grafico vediamo il font trasformarsi, deformarsi e mutare.
L'interesse per la genesi di ibridi successivi nasce e si sviluppa su di un affascinante terreno di ricerca, offrendo all'utente informazione attraverso intrattenimento, ma suggerendo anche una riflessione sui pericoli insiti nel manipolatore, più che nella manipolazione in sè. La grafica dell'interfaccia Flash è molto curata e di ottima fattura, coerente nel suo insieme e a tratti molto innovativa nelle soluzioni adottate da Michael Schmitz, lo studente autore del progetto. Unica pecca è l'eccessiva pesantezza del tool, che risulta praticamente inutilizzabile con connessioni lente o su vecchi monitor, che ancora oggi svolgono egregiamente il loro compito nelle case dei navigatori precari.
Marco Odetto